MEX RASNA THUI AME!

Gli Etruschi sono qui!

Sono tornati. Ma sono mai scomparsi davvero? Ne dubitiamo!

Quando si cominciarono a vedere in televisione ed al cinema le prime pellicole con trame che narravano di vicende storiche risalenti ai secoli poco prima e poco dopo Cristo, si chiamavano film fantastici, sandaloni, peplo.

Negli ultimi anni però si è andata accrescendo quella che è via via diventata una passione per migliaia di persone in tutto il mondo: la rievocazione storica e l’archeologia sperimentale al di là delle semplici manifestazioni a carattere folcloristico. Quindi si è sentito il bisogno di mettersi in comunicazione tra "interessati", quantomeno tra quelli a portata di mano e questo ha dato vita a gruppi che si conoscono tra loro e che condividono momenti di grandi cene intorno a un fuoco, di pochissimo sonno, di chiacchierate infinite, di gioco, di divertimenti, di travestimenti ma soprattutto di amore per la storia e per il proprio retaggio tanto da volerne riproporre vari aspetti nel modo piu’ fedele possibile..

L’obiettivo è quello di alimentare quel processo rievocativo la cui conclusione si chiama Ritorno Rasna.

Ci si basa su di un’idea semplicissima: integrare le forze con iniziative coinvolgenti per tutti gli appassionati di rievocazione etrusca con serietà ed allegria grazie anche all'entusiasmo di chi ha deciso di mettere a disposizione il proprio tempo per fare partecipe, motivare, aprire un dialogo con chi non sapeva di avere una passione in comune con tantissimi altri "amici".

Le idee semplici sono spesso le più efficaci. Lo dimostra il fatto ci si prefigge di diventare un punto di riferimento, principalmente nel Lazio, per tutti quegli appassionati che cercano un valido e significativo contributo, non solo accademico, nel campo della rievocazione storica del periodo prima di Roma.

Cosa offrire? Innanzitutto la propria immagine che cerca di essere il più fedele possibile sia nell’aspetto che nei materiali usati, ai dettami dell’epoca e poi la presentazione e la spiegazione di usi e costumi degli Etruschi con particolare attenzione alla vita quotidiana.

Una struttura capace non soltanto di gestire incontri e presenze ad eventi di varia natura (culturali, didattici ecc.), ma anche di portare avanti iniziative: poiché le vie della comunicazione sono praticamente infinite grazie anche all'uso di Internet, si possono avere informazioni in qualsiasi momento tramite la posta elettronica (ritornorasna@reborn.com) o consultando questo blog, in funzione dal mese di ottobre 2009 ed in ed in continua evoluzione oppure collegandosi alla nostra pagina su Facebook.
Appassionati che non si limitano ad «assistere», ma che vogliono mettere in atto e soprattutto condividere la propria fantasia con chi vuole e sa divertirsi in armonia col prossimo.

Ci sono molte strade per giungere a questo, ma con l’aiuto di Tinias se ne conoscono a sufficienza tanto da aiutare non pochi appassionati a percorrerle!


Visualizzazione post con etichetta rievocazione. Mostra tutti i post
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mercoledì 25 aprile 2012

NATALE DI ROMA 2012


Il Natale di Roma, conosciuto anche con il nome di Romaia, è una festività laica legata alla fondazione della città di Roma, celebrata il 21 aprile. Secondo la leggenda, narrata anche da Varrone, Romolo avrebbe infatti fondato la città di Roma il 21 aprile del 753 a.C. Da questa data in poi derivava la cronologia romana, definita infatti con la locuzione latina Ab Urbe condita, ovvero “dalla fondazione della Città”, che contava gli anni a partire da tale presunta fondazione.
Il 22 aprile, migliaia di persone sono convenute nei luoghi classici della romanità imperiale per assistere al corteo storico celebrativo del Natale di Roma, ideato ed organizzato, da dieci anni, dal Gruppo Storico Romano, presente il sindaco di Roma, Gianni Alemanno ed altre autorità del Comune di Roma. I rievocatori provenienti da tutta Italia e da quei paesi europei un tempo provincie dell’Impero romano - Romania, Bulgaria, Olanda, Francia, Germania, Polonia ecc. - hanno sfilato dal Circo Massimo, su via dei Cerchi, via Petroselli, via del Teatro Marcello, piazza Venezia fino davanti al Colosseo, percorrendo via dei Fori Imperiali in un tripudio di applausi e di pubblico partecipante più numeroso del solito, complice la giornata dal tempo incerto ma tendente al soleggiato che ha spinto turisti e romani a percorrere le strade del centro storico e, per chi non ne era al corrente, trovarsi nel bel mezzo di una manifestazione così bella e festosa per celebrare il 2765° Compleanno della Città Eterna.
Gli Etruschi del Fiume hanno come sempre dato sfoggio dei loro splendidi costumi e sono stati a lungo applauditi e riconosciuti dal pubblico più assiduo.
Nel pomeriggio, al Circo Massimo, hanno avuto luogo le esibizioni dei gruppi storici: battaglie fra legionari e barbari, combattimenti tra gladiatori, danze antiche, teatro e rievocazioni di momenti storici.
Nel video di seguito c'e' un po' tutta la parata storica. Per la parte dedicata ai Velimna aspettate il prossimo post con le foto!

venerdì 9 dicembre 2011

FOTOGRAFIE

In estemporanea ed essendo inutile inserire i link sui vecchi post rischiando che nessuno li veda, metto qui qualche link ad album fotografici che hanno visto di recente coinvolto Ritorno Rasna!

Il link alle foto del banchetto scattate da Marce Nesithva cliccando QUI
Chi usa Mozilla Firefox puo' vedere le foto di Velimna 2011 abilitando gli script! Questo almeno fintanto che gli amministratori non metteranno le foto anche sul sito ufficiale.






Divertitevi!

domenica 4 dicembre 2011

L'ODE A VULX

Il nostro ospite Larth durante il banchetto ci ha resi appunto partecipi di una sua composizione poetica dedicata a VulX. Ne riporto di seguito l'edizione bilingue a cura del nostro amico (e forum master dalla lontana Australia) Marce Camitlnas!

 

lunedì 28 novembre 2011

BANCHETTO RASNA: II EDIZIONE


Eccomi appena rientrata dall'edizione 2011 del banchetto etrusco! Rivedere dopo mesi i vecchi amici, conoscerne di nuovi ed entusiasti e' stato davvero emozionante. Peraltro abbiamo avuto la graditissima sorpresa di trovare molte delle stanze di San Cassiano rimesse totalmente a nuovo tanto da dare molto piu' l'impressione di un complesso alberghiero che non di un ostello. Eccellente lavoro del nostro impagabile MARU e del suo staff della Cooperativa Castelvecchio!
Chi e' arrivato presto ha dato una mano coi preparativi e man mano che gli ospiti giungevano a "VulX" l'ambiente si animava con l'allestimento di un ricco mercato (che speriamo di poter riproporre magari all'aperto per l'edizione di maggio 2012), di una sala giochi e di un tavolo da lettura con alcuni testi consultabili, sempre su tematiche etrusche.
Verso l'imbrunire ormai i convitati erano abbigliati in costumi storici e ci si muoveva come al solito con molta naturalezza commentando le novita' e ricordando le edizioni precedenti.
Nonostante il freddo quest'anno abbiamo incontrato due splendide giornate di sole ed anche se l'evento si e' svolto indoor era lo stesso piacevole affacciarsi nei cortili o dalle finestre ad ammirare i colori autunnali delle colline intorno. I cucinieri del banchetto hanno dato il meglio di se' con tante ottime portate ispirate sempre a piatti dell'epoca, innaffiati da ottimo vino.
Di seguito il nostro ottimo ospite Larth mi ha fornito l'elenco delle portate servite:


PRIMA PORTATA (ANTIPASTO):
OLIVE (trattate con acqua e cenere per 35 giorni poi passate in acqua qualche volta e poi mantenute in acqua e sale), SALUME (di tipo Ciauscolo, sia normale che di fegato), PECORINO e MIELE, UOVA SODE, FRUTTA SECCA e MIELE, CECI LESSI (aromatizzati con rosmarino e olio)

SECONDA PORTATA:
ZUPPA (farro e lenticchie, con base di guanciale, pancetta, sedano carote e cipolle).

POLENTA DI FARRO (macinato a mano sul posto,condita con due salse, una a base di purea di ceci e una a base di purea di fave e piselli, entrambe saltate in padella con olio e aglio prima di farle in purea, con aggiunta finale di pecorino stagionato grattugiato)

TERZA PORTATA:
MAIALE ALL'ETRUSCA:
Ingredienti: Carne di Maiale, Cipolla, Porri, Aglio, Sedano, Olio D'oliva Extra-vergine, Rape, Sale Marino Integrale, alcune Foglie Alloro, Ginepro, Timo, Vino Rosso Naturale, Aceto Di Vino, Sapa.
Come preparare la ricetta: Tagliare la carne a pezzi, poi metterla in un tegame con porri, cipolla, aglio, sedano e olio abbondante, e far rosolare. Aromatizzare con alcune foglie di alloro, bacche di ginepro e un po' di timo. Aggiungere alcuni bicchieri di vino e sapa (a piacere) e cuocere finché il brodo si è assorbito.
Servire in tavola con contorno di rape lesse, condite con sale, pepe olio ripassate appena in forno ad asciugare.

POLLO ALLA MANIERA DI VULCI
Tagliare il pollo a pezzi, porzioni da poter prendere con le mani... infarinare leggermente con farina di  castagne a crudo e rosolare nell'olio, insieme alla salvia e aglio senza cuocere completamente.
Posizionare nel forno in una teglia con abbondante rosmarino, salvia e alloro e pezzi di pancetta o guanciale tagliati grossolanamente. Bagnare con vino bianco e olio e salare e far cuocere fino a che non sia ben dorato, rimescolando ogni tanto in modo da amalgamare e cuocere uniformemente.
Servire ben caldo con contorno di erbe lesse ripassate in padella con aglio e salsiccia sbriciolata (erbe: cicoria, bieta, cavolo nero, cime di rapa o spinaci, nelle quantità che si trovano, anche mescolate fra loro...)

QUARTA PORTATA (DOLCE):
CREMA ETRUSCA (Bollire il latte con aggiunta di miele e uova, mescolando fino a che non si addensa, aggiungere un poco di farina quanto basta, versare su dei piatti su cui era stato steso uno strato di biscotti non lievitati fatti con farina mista di farro e grano con miele e  mandorle opportunamente tritati – possono essere sostituiti con cantucci -, sopra la crema stendere un velo di noci e nocciole triturate finemente insieme alle briciole più fini del processo di tritatura dei biscotti e una spolverata di pepe nero e lasciar raffreddare in luogo freddo per alcune ore)

MELE COTTE (misto di mele normali e cotogne mondate e spezzettate, fatte lessare senza altra aggiunta che un bicchiere di vino rosso il tanto che basta per non farle spappolare, servire in bicchieri con aggiunta di un buon cucchiaio di sapa per addolcire)

e voilà: COTTO E MANGIATO!!!


L'intrattenimento musicale con danze ha accompagnato la cena tra una portata e l'altra ed abbiamo avuto anche la simpatica sorpresa di una scenetta il cui filmato e' visibile dal link in calce. Il nostro ospite Larth inoltre ci ha deliziati con una sua creazione poetica dedicata a VulX, la nostra come sempre citta' d'incontro. Beh visibile e' una parola grossa ma e' anche vero che la luce elettrica e' bandita per cui fare riprese e foto e' ardua impresa. A noi pero' basta il ricordo e per chi non c'era magari la curiosita' di partecipare appena possibile per vivere personalmente certe emozioni. Dulcis in fundo il nostro consueto bravissimo giocoliere ci ha intrattenuti con un'esibizione di acrobazie con il fuoco e per gli irriducibili che all'una di notte passata avevano ancora energie e' bastato salire ai piani superiori e cimentarsi in giochi da tavolo.
In tarda mattinata la domenica ci siamo radunati intorno al tavolo della colazione dove il magnanimo Larth ci ha fatto la grazia di autorizzare il caffe', senza il quale molti di noi in effetti, assuefatti dai ritmi della quotidianita', banchetto o non banchetto non sarebbero riusciti ad avere quel minimo di grado di lucidita' da poter interagire con gli altri e soprattutto guidare la macchina verso le proprie case.
Un grande abbraccio quindi a tutti quelli che si sono prodigati con il loro servizio a rendere quest'incontro sereno, piacevole e soprattutto accogliente. Ad maiora San Cassiano! Appuntamento a maggio 2012!




venerdì 6 maggio 2011

IL ROVESCIO DELLA MEDAGLIA?

E' gia' da un po' che tutta la serie di festeggiamenti per il 2764° Natale di Roma e' terminata. Il culmine e' stata ovviamente la grande parata storica tenutasi il mattino del 17 aprile con grande spiegamento di gruppi piu' o meno storici provenienti dai quattro angoli dell'Impero. Cosi' come accadde per la scorsa edizione, ho presenziato all'evento sempre ospite dei miei cari amici di Perugia-Ponte San Giovanni che hanno ancora presentato all'Urbe i fasti etruschi del gruppo Velimna.
Nella pagina della Pro Ponte segnalata c'e' anche un link per vedere le fotografie dall'album di Facebook.
Ma veniamo a noi. Tra i personaggi in auge nel mondo della rievocazione storica ce ne sono alcuni che si ergono a giudici nel verificare, sotto mentite spoglie, l'attendibilita' o meno di quanto i gruppi propongono. I giudizi sono quasi sempre impietosi e sarcastici e sebbene espressi in un modo che a volte rasenta la cafonaggine, c'e' da dire che piu' di qualche punta di verita' nelle loro parole esiste. Per fortuna che la maggior parte dei personaggi messi all'indice (sempre pero' con degli pseudonimi!) ha un buon livello di sense of humor o volerebbero espressioni forti! Il mio post sugli eventi del Natale di Roma stavolta consiste quindi nel solo riportare fedelmente quanto scritto da un/una sedicente "LOVERNIA DE VOLPIS" nella sua nota elaborata per l'occasione. Ai posteri l'ardua sentenza!

Dies Natalis - Corsi e ricorsi storici (pubblicata da Lovernia de Volpis il giorno venerdì 29 aprile 2011 alle ore 18.42)
E rieccoci qui.
Ci scusiamo per la lunga assenza, e siamo toccati, felici e ancor più commossi nel vedere con quanta attesa addirittura qualcuno attendeva i nostri articoli, e si angustiava temendo una nostra defezione.
Ma bando alle ciance, ché a poche lacrime e molti sospiri di sollievo noi preferiamo da voi, sempre, l’inverso, e dunque veniamo a cominciare.
Uno dei diversi motivi che ci ha temporaneamente trattenuto è stato che sul Natale di Roma da cose da scrivere ce ne sarebbero eccome… e proprio tante… purtroppo però, rispetto all'anno passato, la sostanza non è cambiata di molto.
Vedremo comunque, in ogni caso, di non scontentare nessuno, o meglio, come è nostro oramai radicato costume, di scontentare tutti.
Per quanto il nostro spirito critico, acido sempre e comunque, se ne dolga, il primo ricordo che ci sovviene è senza dubbio positivo: il rito d’apertura dei festeggiamenti che è stato eseguito a Piazza del Campidoglio Sabato è stato, almeno all’abbrivio, suggestivo e ben fatto.
Tra vestali, consoli, matrone, turibolari e avvenenti danzatrici rumene, il risultato finale era senza dubbio affascinante, ed idealmente hanno trovato collocazione anche il paio di sepolcri imbiancati in giacca e cravatta che, per esigenze immaginiamo formali, hanno presieduto all’inaugurazione.
Ci verrebbe da dire allora “Bravo, Gruppo Storico Urbense!”, ma come era solito dire van der Rohe, “Il Diavolo si nasconde nei dettagli”, e nel caso specifico c’erano tutti e tre i Gironi, le Dieci Bolge e pure l’ultimo Cerchio con tanto di Belzebù tricipite con Giuda nel gargarozzo.
Perché accanto a matrone e senatori che, diamo a Cesare quel che è di Cesare, indossavano delle mièse decisamente appropriate, per tutto il tempo ha ciondolato un centurione inscatolato dentro un improbabile pettorale e con in testa l’onnipresente elmo con cimiero di boa di piume di struzzo fucsia, che forse proprio per la maggiore sobrietà e rigore delle altre comparse risultava ancor di più un diretto nell’occhio che neanche Primo Carnera.
Ma in fondo, a ben guardare, si trattava solo del consono preludio a ciò che si sarebbe manifestato il giorno seguente…
Perché -Mehercule!- dall’anno passato purtroppo è cambiato assai poco, se non l’affluenza del pubblico che, purtroppo o per fortuna, è stata decisamente inferiore.
Se l’intento è quello di scardinare il trito luogo comune che vorrebbe i legionari romani dei grigi e tetri shultzstaffeln fatti tutti con lo stampino però, senza dubbio la strada è quella giusta, per quanto non ortodossa.
La mattina di Domenica infatti il Circo Massimo era gremito da legioni tra le più colorate, appariscenti e gioiose che si possa immaginare: un infinita schiera di Centurioni che ondeggiavano stancamente sotto il sole carichi di payettes, gravati sotto al peso di un pastiche di ferro, ghisa, cuoio, plasticaccia e peluches scuoiati, coronati da scopettoni multicolori che parevano ananassi incrociati con piumini per la polvere.
Certo che se è vero, come dicono, che la meticolosa Kassandra Kirghisi si è messa a curare il Gruppo Storico Urbense, le perplessità crescono.
O Nostra Madonna della Rievocazione, come sprezzantemente i suoi detrattori la canzonano, ha perso lo smalto (e 10 decimi buoni ad entrambi gli occhietti), oppure per rimanere fedeli alla loro colorita interpretazione del tempo che fu gli Urbensi debbono averla di già imbavagliata e segregata nel Tullianum a tener compagnia al fantasma di Vercingetorge.
Attenta, attenta signora Kirghisi, che il bieco tribuno Jerusalem, la Legio Rodigina e i loro compari della Coop Esattoriale Rivisitazioni&Sagre ogni volta che possono coglierti in fallo gongolano… eccome se gongolano!
Giust’appunto tra gli innumerevoli partecipanti l’assenza continuata della Legio Rodigina perplime… e si che dall’accostamento con una realtà si gaia e variopinta ne avrebbero solo da guadagnare, almeno in autostima…  non va però sottovalutato il terrore di stampo veterosovietico, pienamente giustificato, di poter perdere gli ennesimi pezzi per strada, che cogliendo l’occasione propizia per sfuggire alla Cortina di Polenta avrebbero potuto fondare ulteriori innumerevoli vessillazioni autonome e riottose nel percorso tra il Polesine e la Città Eterna e ritorno.
In quest’anno all’insegna della distensione comunque, ha trovato un suo spazio addirittura Civiltà Quirite, sempre meno legione e sempre più bellicoso gineceo germanosarmatico, che con l’aggiunta tra le sue fila per mezzo di “Foedus” di uno sparuto ensamble di celtovichinghi, più che le quadrate coorti romane ricorda sempre più da vicino l’Armata Brancaleone.
Sogghignate tra la orde improbabili di comparse da peplum, molti hanno visto stagliarsi Pilatus con i suoi repubblicani, a onor del vero discreti… certo, l’abitudine di rapire intere scolaresche per farne dei Velites  forse toglie un po’ di marzialità alla cosa, rispolverando memorie da gita scolastica, ma visto il panorama generale, possiamo anche chiudere un occhio, in attesa che la prossima campagna militare invece che contro i Galli sia contro una torma di genitori indispettiti, assai più feroci.
Immancabile, in panoplia da retiarius ed iperuranico splendore, vi era ovviamente anche il Dario Nazionale, scortato da pochi, e se non buoni, sicuramente nerboruti gladiatori, che con quasi cristiana compassione e condiscendenza osservavano i loro “colleghi” della città eterna esibirsi in
improbabili evoluzioni con un realismo paragonabile a quello dei romanzi onirici di Lord Dunsany.
Perché, ci domandiamo e chiediamo, avendo a disposizione i gladiatori del Nostro, il Gruppo Storico Urbense ha preferito propinare al pubblico gli spettacoli di chi, senza dubbio in buona fede, come massima espressione arriva ai combattimenti di “Ursus terrore dei Cosacchi”?
D’altra parte i gladiatori del Dario Nazionale non sembrano essersela presa… dipende tutto con che spirito si fanno determinate cose, e ci immaginiamo il Nostro che, con un sorriso tenero e bonario, il giorno addietro avrà arringato i suoi sussurrando dolce e paterno “poiché siete stati bravi, ed il numero di costole che vi siete reciprocamente infranti questo mese è ottimale, vi porto a Roma a vedere i pagliacci! Contenti?
Epilogo scontato, dopo la marcia attraverso le vie della capitale, la solita battaglia che, in barba alla coerenza storica (ma sciocchi noi a volerne trovare una, visti i precedenti), ha visto le schiere imperiali del Gruppo Storico Urbense affrontare i Galli, per la precisione i Ling-Two di Re Facocero e la Teuta del Cinghiale al Lambrusco dello sgargiante Fante di Coppe, i quali, dopo una zuffa disordinata, hanno regalato un finale che se voleva ispirarsi forse al Galata Suicida più che altro ha riportato alla mente gli ultimi minuti di Brian di Nazareth.
D’altra parte i gruppi di rievocazione o supposti tali celtici sono sempre alla ricerca di nuove palestre e palcoscenici, e se Ling-Two e Teuta del Cinghiale al Lambrusco si sono dati al ruolo della comparsa teatrale in quel della Città Eterna, forse per adeguarsi all’ambiente, voci non confermate narrano della Tribù della Collinetta e del Fiumicello che, sempre alla ricerca di riconferme della propria serietà nell’analizzare contesti consoni dove manifestarsi, in questi giorni ha presenziato ad una mostra cinofila, continuando la corsa a rotta di collo cominciata il tempo che fu con il CapoDanno Celtico e proseguita con la Battaglia del Ticino tra arcieri normanni e ribelli madhisti.
"O tempora! O mores!"... che se è vera l’obiezione che ci è stata mossa, che a volte nei nostri scritti, ci ripetiamo, ora, amici e meno amici, non sarà forse perché, purtroppo, vi ripetete un po’, nel peggio, anche voi?

mercoledì 2 giugno 2010

RISVEGLIO


Missione compiuta!

La prima edizione dell'evento "RISVEGLIO" si e' dunque svolta presso l'abbazia della Tenuta di S. Cassiano (AN), durante due giorni graziati da una condizione meteo stabile e da temperature miti.
I partecipanti sono arrivati alla spicciolata perlopiu' entro il venerdi' sera indossando appena possibile i costumi per poi raggiungere la locanda, che avrebbe in seguito ospitato la cena e tutti i pasti, per un primo incontro esplicativo. Man mano arrivavano Etruschi, Celti, Greci e Piceni, con purtroppo una forte mancanza di elementi femminili, fermo restando che le pochissime donne presenti si sono date da fare lo stesso nel ruolo che ricoprivano!
I ruoli purtroppo non consentivano a tutti di seguire totalmente la trama dell'episodio di rievocazione che tuttavia ha compreso assassinii, schermaglie, battaglie vere e proprie nel tentativo di proteggere la citta' di Vulci.

Dal canto mio, come sacerdotessa, mi occupavo del tempio di Turan e Laran nei locali del primo piano dividendo i grandi spazi con la zona mercato, dove esponevano le loro mercanzie la guaritrice, il gioielliere, il venditore di lucerne e l'immancabile Anna "Lucina" con le sue fantastiche calzature d'epoca fatte a mano, e la "bisca" dove dopo cena qualcuno saliva a giocare alla luce delle lanterne in attesa che succedesse qualcosa all'esterno. Le lucerne e le candele l'hanno fatta da padrone per tutto il tempo, la luce elettrica era concessa solo quando si tornava nelle proprie stanze per dormire! Per il resto ogni tecnologia era proibita o opportunamente occultata (fin dove possibile ovviamente: i lampadari ed i termosifoni non sono stati smontati!). Al piano mezzanino c'era l'accesso alla splendida chiesa trecentesca, nella cripta della quale erano ospitate la pizia con la sua serva e l'ingresso all'Ade dove Charun aspettava i personaggi uccisi per... dar loro una seconda opportunita' concedendo di continuare l'evento con una nuova identita'.
Al pian terreno c'era la bellissima sala del consiglio, dove lo zilath di Vulci teneva udienza amministrando la giustizia e ascoltando i rendiconti di tutti i responsabili della citta' e della dodecapoli, compresi quelli delle guardie e degli ospiti stranieri.
Poi c'era la cucina, i cui cuochi ci hanno servito carne, vino e cereali preparati secondo i dettami della cucina etrusca, e la sala designata come locanda e riscaldata (e la sera faceva veramente piacere!) da un bel camino. La locanda dava sull'esterno ed uscendo ci si trovava in un giardinetto adibito all'uso dei sacerdoti dedicati
all'aruspicina dove pero' abbiamo anche festeggiato con danze e giochi.
Scendendo
ancor piu' in basso c'era il locale armeria con elmi (tipo negau perlopiu') ed armi di vario genere, tutte rigorosamente messe in sicurezza da imbottiture.
L'esterno, essendo uno spazio privato e non di passaggio se non per qualche escursionista, era immerso nel verde con la compagnia di uno scrosciante ruscello poco piu' in basso: si era totalmente isolati da contatti esterni essendo appunto la tenuta in aperta campagna... beh, in aperta collina ad essere precisi!
Non c'era una vera trama portante, al di la' di qualche doveroso spunto la reinterpretazione era lasciata poi a tutti i rievocatori che hanno interpretato la loro parte calandosi totalmente nei panni delle figure che rievocano normalmente negli eventi di rievocazione.
Ovviamente si e' creata un'atmosfera di amicizia e complicita' fin da subito rendendo "RISVEGLIO" una possibilita' rievocativa da riproporre l'anno prossimo se non prima.
Approfitto per ringraziare di cuore Larth/Luigi e tutto lo staff della Tenuta San Cassiano per averci dato questa rara opportunita' sperando di ripetere l'evento quanto prima e magari con piu' ospiti!

Tiu

Questo il link alle mie foto dell'evento: Risveglio maggio 2010

Questo il link alle foto di Marce: Risveglio 05/2010